Mi meraviglio ogni volta di come è possibile che le persone ansiose riescano a rimanere vive in questo mondo. Ogni volta in cui mi si presentano questo tipo di situazioni ho sempre l'impressione di esserci e allo stesso momento di non poter esserci più da un momento all'altro, a causa della quantità immane di forza richiesta per rimanere in piedi.

Chi in questo periodo si sta occupando di me mi ha detto che tutto ciò che sto vedendo e pensando è frutto di una proiezione. Quanto controproducente e ostacolante può essere la mente quando non ascoltiamo in tempo le sue strazianti richieste di aiuto. Immagina paure e mondi che in realtà non ci sono, li plasma per gridarci “Te lo accorgi che qualcosa non va? Mi stai a sentire?” e ci fa fiondare in un mare così scuro che neanche le risate della folla o i potenti raggi del sole riescono a mostrarci la via d'uscita per arrivare in superficie.
Ho scoperto di avere un disturbo dell'affetto, una nevrosi ansiosa, una paura di esclusione che mi crea straniamento da me stessa e dal mondo che mi circonda. Spersonalizzazione. Non riuscivo più a sentire nulla se non una tremenda paura inquietante e paralizzante, nulla se non solitudine e distacco. Prego Dio o qualsiasi altro che abbia la possibilità di fare ciò, di riportarmi a farmi vedere la luce calda del sole.

Scrivere sta diventando sempre più faticoso, mettere i pensieri su carta e renderli reali mi fa paura, mi fa capire quanto ci sia ancora di non risolto. Esco continuamente in modo tale da non pensare, cerco di vedere e frequentare gente che allevii il mio dolore, cerco affetto ma mi convinco che anche da sola ce la farei, in vista di un domani in cui nessuno ci sarà più.

Quante volte hai letto Harry Potter? Io li ho letti una sola volta a 11 anni e ora vorrei rileggerli ma temo che potrebbe non essere più lo stesso! Tu sei pro o contro la rilettura dei libri?

Anonimo

Ciao! In realtà non ricordo quante volte lo abbia letto, alcuni volumi li ho letti più volte, altri una sola volta e mi pare il quarto solo due volte. Penso che rileggere libri come questo sia qualcosa di magico (per restare in tema!), immergersi in una storia così meravigliosa, soprattutto se ha significato tantissimo per la tua infanzia/adolescenza (come per me) è sempre piacevole. Ammetto però che alcuni libri ho il terrore di riaprirli (ad esempio Cime tempestose) ma solo perché so che l'amore che ho loro dedicato è dovuto anche al periodo in cui li ho letti, alle esperienze che stavo vivendo, quindi già so che rileggerli ora non sarebbe più lo stesso. Altri libri come Il piccolo principe invece li rileggo quasi ogni paio di anni e ogni volta è un'esperienza nuova, ma riesco anche a capire quando è il momento di smettere per un po’ e non aprirli, quando invece ne sento il bisogno so che devo seguire l'istinto e immergermi nella lettura. Se vuoi un mio parere personalissimo non credo che il caro Harry ti deluderà! Per me puoi iniziare a rileggere il primo (se non ti dà l'impressione che volevi allora chiudi tutto ed eviti di rovinarti anche gli altri 6) ma rimanendo consapevole dell'età che hai ora e del modo in cui sei cresciuto/a, per me sarà comunque un tenero abbraccio rituffarti nei tuoi 11 anni :)

Ringrazio il caro @econelcielo (che ho ignorato per le selfie-catene precedenti, ma ora mi faccio perdonare) e scrivo qui la lista di 10 libri da leggere assolutamente:

Il piccolo principe-Antoine de Saint-Exupéry

Cime tempestose-Emily Brontë

Uno, nessuno, centomila-Pirandello (o qualsiasi altra cosa scritta da questo genio)

1984-George Orwell

Evaluna-Isabelle Allende

Le metamorfosi-Ovidio

Il barone rampante-Italo Calvino

Harry Potter-J.K. Rowling (scontato ma VIETATO non leggerli)

Ne inserisco uno a piacimento di Dostoevskij, basta che sia suo (es. I fratelli Karamazov)

Veronika decide di morire-Paulo Coelho (lo lessi un bel po’ di anni fa quindi dovrei rispolverarlo, non so se sia ancora attuale ma ricordo che mi aiutò particolarmente)

Non taggo nessuno ma esorto tutti a partecipare di propria spontanea volontà!

Nulla di più fortificante e soddisfacente della consapevolezza di farcela, e farcela da soli.

Scrivere qui mi aiuta a ricordare ciò che la mia mente tende a cancellare, ma che è fondamentale per la guarigione.

I demoni sono risorti dal sottosuolo, oggi è scoccata una settimana dall'inizio della fase acuta di questo male. Sto combattendo e ho finalmente avuto il coraggio di chiedere aiuto, sento lo sforzo sovrumano di mente e corpo. Realizzo di essere solo un ramoscello, un fruscello estremamente fragile, terrorizzato dalla paura di restare solo anche in una casa affollata ma sento in me la possibilità della forza di un leone. Il desiderio non corrisponde alla realtà.

In sere come queste, nere da morire, in cui si riforma quella tremenda voragine nel petto e davvero niente sembra ricucirla, avvicino il mio petto al tuo e il tuo calore sembra riempirla, iniettarsi come una medicina nei vasi sanguigni, si riaccelera il battito e ritorna il respiro regolare, ti sento fisicamente entrarmi nel cuore e riempire tutti gli spazi lasciati vuoti e non trovo migliore antidoto del tuo abbraccio.

Dentro questo corpo non respiro più, sono stanca di questo corpo malato di malattie sine causa, malattie autoimmuni in cui è il tuo stesso organismo che ti attacca per distruggerti. C'è segnale più chiaro di questo? Di un corpo che ti vuole annientare l'anima? Giro da un mese per casa con l'animo inquieto, alle cinque cala la notte e mi sembra di morire, di stare chiusa in una dimensione che non è la mia, esposta ad ogni tipo di pericolo. Nonna ha di nuovo la depressione, una depressione su cui gioca e si appoggia e mamma scoppia e fuma e fuma e fuma e i battiti non sono regolari e le analisi non vanno bene. Le mie articolazioni soffrono e si muovono con fatica, il cervello cerca continuamente una via di fuga che non si può permettere, il pensiero costante è la morte, la perdita della ragione, la sensazione di essere fuori di me e fuori da qualsiasi dimensione terrena, troppo oltre per potermi raggiungere. Ho paura che qualche male sconosciuto e improvviso, una punizione per il modo in cui sono, possa farmi perdere le persone a cui tengo e farmi ritrovare completamente sola. Ho paura di impazzire ma non voglio contatti umani. Sono tornata, ma tornare a scrivere non è un buon segno.

artessenziale:

Francisco Goya, The Third of May 1808 (also known as El tres de mayo de 1808 en Madrid or Los fusilamientos de la montaña del Príncipe Pío, or Los fusilamientos del tres de mayo), 1814

Edouard ManetThe Execution of Emperor Maximilian, 1867

Pablo Picasso, Massacre in Korea, 1951